CIMO e CIMO-FESMED ricordano Sebastiano Cavalli, figura centrale nella vita del sindacato

Roma, 19 gennaio 2026 – È venuto a mancare nella notte Sebastiano Cavalli, Segretario Nazionale Amministrativo CIMO e Federazione CIMO-FESMED, Segretario Regionale CIMO Piemonte, Presidente Federazione CIMO-FESMED Piemonte e Amministratore Delegato CIMO Servizi, nonché Presidente dell’Ordine dei Medici di Cuneo.

«Figura centrale nella vita del nostro sindacato negli ultimi anni – dichiara Guido Quici, Presidente CIMO e CIMO-FESMED – Sebastiano ha offerto con costanza un contributo autorevole, competente e lungimirante alla nostra azione sindacale, diventando per tutti un punto di riferimento nella gestione di numerose e complesse questioni. Non ha mai fatto mancare la sua presenza e il suo impegno, partecipando agli incontri e offrendo analisi sempre lucide della politica sanitaria e proposte di grande valore per il futuro di CIMO e della CIMO-FESMED».

CIMO e CIMO-FESMED esprimono il loro più sentito cordoglio e si stringono con affetto alla famiglia e ai suoi cari.

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Superamento incompatibilità medici, CIMO-FESMED: «Bene proposta Forza Italia per liberalizzare professione medica». Il sindacato plaude alla misura presentata questa mattina da Forza Italia e dal Ministro della Salute Schillaci

Roma, 15 gennaio 2026 – «Condividiamo pienamente i contenuti della proposta presentata questa mattina da Forza Italia e dal Ministro della Salute Orazio Schillaci che intende eliminare le incompatibilità oggi previste per i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale – dichiara Guido Quici, Presidente del sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED -. È una misura che va nella direzione della liberalizzazione della professione medica da sempre auspicata dalla Federazione CIMO-FESMED».

«L’approvazione di questo provvedimento consentirebbe infatti ai medici ospedalieri di scegliere se lavorare, al di fuori del proprio orario di lavoro, anche in altre strutture sanitarie, sia pubbliche che private convenzionate, sia ospedaliere che territoriali, mantenendo l’indennità di esclusività medica e ampliando l’offerta sanitaria per i cittadini, che è essenziale per l’abbattimento delle liste d’attesa».

«Si tratta di una misura che renderebbe più attrattivo lavorare nella sanità pubblica – prosegue Quici – arginando la fuga dagli ospedali soprattutto dei medici più giovani, attratti dalle sirene dell’estero e del privato puro».

«Apprezziamo anche l’intenzione annunciata dal Ministro Schillaci di confrontarsi con le parti sociali su questo tema, e di impegnarsi per prevedere un ruolo maggiore del Ministero della Salute nella contrattazione nazionale del personale sanitario, che rientra nella Pubblica amministrazione ma ha delle condizioni particolari di cui occorre tenere conto» conclude.

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