Giornata contro violenza sanitari, CIMO-FESMED lancia campagna “Mani aperte per curare”


Quando le mani che curano devono difendersi, a perdere sono tutti i pazienti. Quici: «Ricostruire l’alleanza tra medico e paziente»

Roma, 11 marzo 2026 – “Mani aperte per curare, non per difendersi o schivare”. È questo il claim scelto dal sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED per la campagna lanciata oggi sui social in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari, che si celebra il 12 marzo.

“Le mani di un medico, di un infermiere, di un soccorritore sono mani che curano, mani che salvano. Ogni atto di violenza spezza questo legame e mette a rischio la salute di tutti. Ogni gesto è per te. Non fermare queste mani”, ricorda la voce narrante nel video emozionale che accompagna la campagna.

«Il messaggio che vogliamo lanciare è semplice – dichiara Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED -. Le mani del personale sanitario servono per visitare, operare, assistere i pazienti, aiutarli nella riabilitazione, somministrare terapie, effettuare esami e analisi. Ogni volta che quelle mani sono costrette a difendersi da vili aggressioni, vengono sottratte alla loro missione: curare. E quando questo accade, la vittima non è solo il medico, l’infermiere o l’operatore socio-sanitario colpito, ma tutti i pazienti che hanno bisogno del loro aiuto».

«Ogni anno questa Giornata rappresenta un momento fondamentale per accendere i riflettori su un fenomeno che ha ormai raggiunto livelli inaccettabili – prosegue Quici -. Le aggressioni segnalate sono in aumento, ma questo dato potrebbe riflettere soprattutto una maggiore propensione a denunciare, frutto delle campagne di sensibilizzazione portate avanti negli ultimi anni. A queste si sono affiancati interventi normativi specifici, la cui reale efficacia potrà essere valutata solo nel tempo».

«Ciò che ancora manca – conclude Quici – è un vero cambiamento culturale e sociale, capace di ricostruire l’alleanza tra medico e paziente. Negli ospedali è necessario migliorare la comunicazione con pazienti e familiari, ripensare l’organizzazione del personale per favorire un rapporto più diretto con i professionisti sanitari. Serve una vera rivoluzione copernicana che rimetta il paziente al centro del Servizio sanitario nazionale: una persona che deve sentirsi accolta, accompagnata e seguita, non spinta da una struttura all’altra o lasciata sola nel momento del bisogno».

 

Seguici su: FacebookXInstagramYoutube; Canale Whatsapp

L’articolo Giornata contro violenza sanitari, CIMO-FESMED lancia campagna “Mani aperte per curare” proviene da Cimo.

Source: Novità CIMO

Il futuro come responsabilità

 

CIDA COMPIE 80 ANNI CON LA REPUBBLICA: “IL FUTURO COME RESPONSABILITÀ”

Il progetto celebrativo per il 2026: concept 5×20, nuovo logo e calendario eventi

Ottant’anni non sono una ricorrenza. Sono una soglia che separa ciò che è stato da ciò che ancora può essere costruito. Una soglia di valori, metodo e responsabilità.

 

Roma, 10 marzo 2026. CIDA – Confederazione Italiana Dirigenti ed Alte Professionalità – nasce nel 1946, lo stesso anno della Repubblica Italiana. Non è una coincidenza: è un parallelismo che racconta un destino condiviso. Mentre il Paese costruiva le sue fondamenta democratiche, la dirigenza italiana si organizzava per contribuire alla ricostruzione economica, sociale e civile. Ottant’anni dopo, quel legame tra competenza manageriale e tenuta istituzionale è più attuale che mai.

 

Celebrare gli 80 anni di CIDA significa riconoscere il contributo della dirigenza italiana alla costruzione e alla tenuta della Repubblica”, dichiara Stefano Cuzzilla, Presidente di CIDA. Dal 1946 a oggi, nei momenti più difficili il management italiano è stato presidio di continuità, equilibrio, responsabilità. Questi 80 anni aprono il quinto ciclo ventennale della nostra storia, in un Paese che affronta trasformazioni profonde e ha bisogno di una classe dirigente all’altezza della loro complessità. Per questo il 2026 non sarà un anno di commemorazione, ma di proposta: guidare il cambiamento con competenza e visione è il nostro mandato, oggi come allora.”

IL CONCEPT: 5×20, CINQUE CICLI VERSO IL CENTENARIO

Da quella visione di lungo periodo nasce il cuore del progetto celebrativo. “Il Futuro come Responsabilità” si fonda su un concept strategico: 5×20. Ottant’anni non sono solo il prodotto di quattro cicli conclusi — 1946-1965, 1966-1985, 1986-2005, 2006-2025 — ma l’apertura del quinto ciclo ventennale (2026-2045) che condurrà CIDA al suo centenario. Cinque volte venti anni non come semplice periodizzazione cronologica, ma come grandi stagioni di responsabilità, ognuna segnata da sfide diverse e da decisioni che hanno inciso sul volto del Paese.

Attraverso questi cicli, cinque tematiche restano costanti e si trasformano: tecnologia e innovazione, leadership e responsabilità, lavoro e welfare, competenze e formazione, ruolo sociale del management. Fili che attraversano la storia e ne determinano la qualità, costruendo una mappa per leggere il passato senza nostalgia, abitare il presente con consapevolezza e costruire il futuro come scelta.

Il concept 5×20 verrà declinato in un programma di eventi, pubblicazioni e iniziative istituzionali lungo tutto il 2026, posizionando CIDA come soggetto di proposta concreta su tre priorità nazionali: intelligenza artificiale e futuro del lavoro, demografia e sostenibilità del welfare, competenza manageriale come garanzia della qualità della decisione — pubblica e privata. Un percorso che CIDA affronterà con partner di primo piano: l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale per l’Impatto Industriale — AI4I, fondato dal Governo italiano per sviluppare ricerca trasformativa applicata all’intelligenza artificiale, con cui si aprirà il ciclo di eventi il 10 giugno; il Censis e Itinerari Previdenziali, voci autorevoli nell’analisi della società e del welfare italiani.

IL NUOVO LOGO: UNITÀ, RETE, DIREZIONE

A dare forma visiva a questa visione è il nuovo logo celebrativo sviluppato per il 2026. Quattro elementi simbolici si integrano in un’unica immagine: l’infinito, che evoca la continuità tra memoria e progetto; la rete, che rappresenta le dieci Federazioni confederate — una comunità plurale che abbraccia tutti i settori strategici del Paese e trasforma la pluralità delle competenze in una forza comune; l’unione, che richiama la convergenza di competenze diverse verso un obiettivo condiviso; il timone, metafora della responsabilità direzionale che il management esercita nel governo delle organizzazioni e del cambiamento. Il logo accompagnerà come firma visiva tutte le iniziative dell’anno celebrativo, tenendo insieme passato e futuro in un’identità riconoscibile e proiettata in avanti. La sua ideazione, insieme all’intera architettura strategica e narrativa del progetto, è stata sviluppata con Eprcomunicazione S.p.A. Società Benefit, la sua controllata Cernuto Pizzigoni & Partners Srl e K-Vision, la nuova unit di Eprcomunicazione dedicata alle esperienze visive multimediali e immersive.

“Ottant’anni non sono una ricorrenza. Sono una soglia.”

Stefano Cuzzilla, Presidente CIDA

 

SCOPRI IL PROGETTO

Seguici su: FacebookXInstagramYoutube; Canale Whatsapp

L’articolo Il futuro come responsabilità proviene da Cimo.

Source: Novità CIMO