«IL SOVRAFFOLLAMENTO NON NASCE AL BROTZU. A CAGLIARI MANCANO POSTI LETTO»
«La Regione affronti finalmente il problema strutturale della rete ospedaliera dell’area vasta. Non si può continuare a concentrare sul Brotzu ciò che gli altri ospedali non riescono più ad assorbire»
Cabras: «La Regione affronti finalmente il problema strutturale della rete ospedaliera dell’area vasta. Non si può continuare a concentrare sul Brotzu ciò che gli altri ospedali non riescono più ad assorbire»
Cagliari, 26 settembre 2026 – «Le notizie sul sovraffollamento del Brotzu confermano una situazione che denunciamo da tempo. Ma sarebbe un errore considerarla un problema organizzativo interno all’ARNAS: il vero problema è la progressiva riduzione della capacità di ricovero dell’intera area vasta di Cagliari».
Lo dichiara Emanuele Cabras, Segretario aziendale CIMO-FESMED ARNAS Brotzu e Vicesegretario regionale CIMO Sardegna.
«Il Brotzu è l’ospedale di riferimento regionale per le patologie a maggiore complessità e per una parte fondamentale dell’emergenza-urgenza. Eppure viene sempre più spesso chiamato a compensare le carenze della restante rete ospedaliera cagliaritana. È un modello che non può reggere».
Secondo CIMO-FESMED, il sovraffollamento dei reparti rappresenta infatti l’ultimo anello di una catena che parte dalla progressiva perdita di capacità assistenziale negli altri presidi.
«Se a valle del Pronto Soccorso non ci sono posti letto disponibili, il sistema inevitabilmente si blocca. Aumentano i tempi di attesa, aumentano gli appoggi, diventa più difficile programmare l’attività chirurgica e cresce la pressione sui professionisti. Non è possibile risolvere questo problema chiedendo semplicemente al Brotzu di organizzarsi meglio».
La questione è particolarmente evidente nell’Ortopedia e Traumatologia.
«Abbiamo già denunciato pubblicamente la carenza di posti letto ortopedici nell’area vasta di Cagliari. Il Brotzu deve occuparsi della traumatologia di maggiore complessità e contemporaneamente assorbire una quota crescente della domanda che la rete territoriale ospedaliera non riesce più a sostenere. Prima o poi il sistema raggiunge il limite».
Per Cabras è quindi necessario che la Regione intervenga sulla programmazione ospedaliera con obiettivi concreti e verificabili.
«Il vero obiettivo da assegnare ai Direttori generali delle aziende sanitarie dell’area vasta deve essere l’attivazione dei posti letto previsti dalla programmazione regionale e oggi non effettivamente disponibili. Non possiamo continuare a discutere soltanto di come distribuire la carenza: dobbiamo ricostruire la capacità assistenziale che Cagliari ha progressivamente perduto».
In questo quadro, CIMO-FESMED torna a porre anche la questione del patrimonio ospedaliero esistente.
«Abbiamo proposto di ragionare seriamente sul recupero dell’Ospedale Marino e sulla possibilità di restituire all’area vasta capacità di ricovero e attività chirurgica. È una proposta che può essere discussa e migliorata, ma il principio non è più rinviabile: Cagliari ha bisogno di recuperare posti letto ospedalieri».
La situazione assume particolare rilevanza mentre sono in corso le scelte sui nuovi assetti delle aziende sanitarie.
«Proprio mentre la realtà ci mostra ospedali sovraccarichi, continuiamo ad assistere a una programmazione costruita attraverso coefficienti e parametri numerici che rischiano di comprimere ulteriormente strutture e organizzazione. I numeri devono servire a programmare l’assistenza, non a ignorare la realtà assistenziale. Volumi di attività, complessità delle cure e domanda sanitaria devono tornare a essere il punto di partenza».
«Il Brotzu – conclude Cabras – deve poter svolgere pienamente la propria funzione di ospedale di riferimento regionale e di alta specializzazione. Non può diventare il luogo nel quale vengono concentrate, una dopo l’altra, tutte le insufficienze della rete ospedaliera cagliaritana.
La Regione intervenga sui posti letto, assegni obiettivi precisi alle aziende dell’area vasta e verifichi che vengano raggiunti. Il sovraffollamento non si risolve distribuendo diversamente i pazienti: si risolve restituendo al sistema la capacità assistenziale che gli manca».